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Giovedì 18 Dicembre - ore 18.00 - Aula magna dell'Ist. "Catullo" (BL) - L'ARTE DOPO LA PITTURA

Conferenza della APS Pig&Menti del 18 dicembre nell’Aula Magna dell’Istituto Catullo a Belluno

La Nl del mese di novembre della APS Pig&Menti è dedicata alla Pop Art e all’Arte concettuale e alla Performance Art.

Nella sua presentazione della conferenza che si terrà il 18 dicembre nell’Aula Magna dell’Istituto Catullo a Belluno dalle ore 18:00 alle ore 19:30, Il Professor Michele Tison scrive quanto segue.

Il panorama artistico del dopoguerra è stato testimone di una rivoluzione che ha ridefinito i confini dell'arte stessa, allontanandosi dai linguaggi pittorici tradizionali per abbracciare nuove forme espressive, dal consumismo all'impegno sociale.

Per approfondire questi sviluppi cruciali, si terrà la conferenza intitolata "l’Arte dopo la Pittura", un evento che metterà a confronto due giganti del XX secolo: Andy Warhol e Joseph Beuys.

La conferenza dal titolo: L’Arte dopo la Pittura: Una Conferenza Esplora il Dialogo tra la Pop Art di Warhol e l'Arte Politica di Beuys è stata organizzata da l’Associazione di Promozione Sociale Pig&Menti.

La conferenza si inserisce nel contesto di una serie di tre che annualmente sono svolte sul tema della interpretazione linguistica delle opere degli Artisti il quale a sua volta è confrontato con l’altro tema quello della interpretazione neuro-sensoriale-percettivo-estetica.

La conferenza è previsto che si svolgerà giovedì 18 dicembre alle ore 18.00 presso l’Aula Magna dell’Istituto Catullo di Belluno.

L'evento si concentrerà sui rapporti complessi e affascinanti tra la Pop Art americana, di cui Warhol è stato il padre fondatore, e l'arte concettuale e politica europea incarnata da Beuys.

Entrambi gli artisti hanno sfidato le convenzioni, ma con approcci radicalmente diversi: Warhol ha utilizzato l'immagine seriale e la serigrafia per riflettere sulla cultura di massa e sul consumismo, integrando la realtà quotidiana nell'arte senza necessariamente esprimere una critica esplicita.

Beuys, d'altra parte, ha concepito l'arte come una "scultura sociale", una prassi collettiva e un'azione diretta per agire sul sociale e sulla natura, utilizzando materiali poveri e performance per veicolare messaggi politici e rigenerativi.

"Oltre la Pittura" fornirà una prospettiva unica sulle intersezioni e le divergenze tra queste due visioni, esplorando come entrambi gli artisti, pur partendo da presupposti linguistici e ideologici distanti, abbiano contribuito in modo determinante al superamento della pittura tradizionale e all'affermarsi dell'arte concettuale del dopoguerra.

Curiosamente, i due artisti si incontrarono in Germania nel 1979, un evento che portò Warhol a realizzare una serie di ritratti serigrafici di Beuys, a dimostrazione di un reciproco interesse e riconoscimento artistico.

La conferenza vedrà la partecipazione del Professor Renzo Barbazza e del relatore Professor Michele Tison che offriranno analisi e stimolanti spunti di riflessione.

Come è consuetudine, la conferenza è stata presentata anche mediante la NL mensile che nel numero di novembre si articola su due principi fondamentali.

Il primo è costituito dal fatto che tratta argomenti e temi inerenti alla produzione delle opere da parte degli Artisti.

Argomenti che poi saranno sviluppati nella conferenza pubblica e gratuita tenuta dal Professor Michele Tison.

Il secondo che il materiale iconografico utilizzato in gran parte è costituito da un estratto dell’Atlante sincronico-diacronico e diacronico-sincronico delle opere degli artisti di proprietà intellettuale di Renzo Barbazza e Paola Trapani, che gratuitamente lo mettono a disposizione in visione per tutti i Soci della AP&M regolarmente iscritti.

La Pop Art, Arte Concettuale e la Performance Art vengono esposte in un breve riassunto estratto dall’Atlante diacronico-sincronico e sincronico-diacronico.

Le basi razionali e il contesto culturale nel quale esse sono emerse sono state considerate dal punto di vista neuro-sensoriale- percettivo estetico e nella proiezione a cespuglio della freccia dello spazio-tempo.

Come è stato sottolineato in molteplici occasioni l’Atlante è stato concepito per illustrare una specifica concezione di “che cos’è l’arte e cosa di debba intendere per essa”.

Su basi filosofiche e razionali uno di noi1 ha postulato la seguente sequenza di considerazioni.

• Dal primo giorno della sua comparsa, la vita quotidiana di qualsiasi individuo appartenente al genere Homo è stata condizionata e caratterizzata imprescindibilmente da una “costante necessaria” che è quella “biologica”: la inevitabile ed ineliminabile relazione tra le “esigenze del suo contingente mondo interno” e la “insensibilità del necessario mondo esterno”.

• La “necessaria costante biologica” determina e condiziona altrettanti “costanti contingenti” che sono quelle “geografiche, economiche, sociali, politiche, religiose e storiche”.

• L’opera dell’Artista è concepita come una delle molteplici modalità mediante le quali egli vuole e riesce ad esprimere in modo concreto e fattivo la “necessaria costante biologica che mette in relazione le esigenze del suo contingente mondo interno e la insensibilità del necessario mondo esterno”

• L’opera dell’Artista da ha dunque una funzione che è stata la medesima da sempre: obbligare chiunque a prendere atto coscientemente del suo ruolo interrogandosi sul perché, sul come, sul chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo.

Per tutte queste ragioni nell’Atlante:

•“non si fa in modo diverso le stesse cose che fanno gli altri, ma si fanno cose diverse nello stesso modo in cui le fanno gli altri".

• non ci si occupa di divulgare solo l’inquadramento in senso storico di “Chi è lui l’Artista!” ma anche in senso neuro-sensoriale-percettivo-estetico e linguistico, di rendere noto “l’Artista, chi è lui?”.

• “non si ripropone una ricostruzione degli eventi nella interpretazione lineare della freccia dello spazio-tempo, ma essa è riproposta nella ricostruzione ricorrente e ciclica dell’interpretazione a cespuglio”.

Da questa impostazione ne consegue una fondamentale riflessione di natura neuro-sensoriale-percettivo-estetica.

È necessario partire dalla constatazione che, rispetto alla rivoluzione introdotta da Marcel Duchamp, tutte e tre le forme espressive: la Pop Art, l’Arte Concettuale e la Performance Art dialetticamente si pongono sia su una posizione antitetica sia ne fanno propria parte delle conclusioni.

Marcel Duchamp nel 1913 coniò il termine “anti-arte” assieme ai primi ready-made.

In quell’anno realizzò delle opere prodotte esponendo e decontestualizzando una serie di oggetti della quotidianità.

Negando di fatto la necessità dell'abilità tecnica performativa come veniva intesa nelle Arti Visive tradizionali, con questa operazione culturale Marcel Duchamp contestualmente affermava che perpoter essere considerato e per affermarsi come Artista non fosse necessario essere in grado di eseguire un’opera d’arte sul piano amanuense, negando di fatto il tal modo il mito della “eccellenza manuale”.

Ma in modo altrettanto simultaneo, egli però apriva anche il vaso di Pandora della “operazione cerebro-mentale necessaria per eseguire la decontestualizzazione dell’oggetto” che assegna “un valore e un significato altro all’opera dell’Artista, opera da qui intesa anche come frutto di una operazione culturale intesa solo come puro atto di astrazione totalmente concettuale“.

Affinchè un’opera sia considerata nella pienezza del suo valore, l’Artista non è obbligatoriamente costretto a realizzarla producendola manualmente, è sufficiente che “l’abbia pensata”.

Dal giorno del 1913 in cui espose per la prima volta la Ruota della bicicletta, in virtù dell’operazione di aver installato un ready-made assemblato con materiali di scarto, di fatto egli ha sdoganato ben quattro distinte evoluzioni culturali che sono le seguenti:

• imitando l’azione effettuata nei musei e nei luoghi di culto nell’appendere le opere degli Artisti accademici, l’operazione di dare dignità di opera d’arte ad un oggetto di uso comune per il solo fatto di averlo installato: l’operazione che avrebbe dato origine al ramo evolutivo culturale della “Installazione”

• assemblando materiali di scarto e rifiuti trovati casualmente, senza la necessità di dover ricorrere a particolari e specifiche doti di eccellenza amanuense: l’operazione che avrebbe dato origine al ramo evolutivo culturale “dell’Assemblaggio, del Ready Made e del Objet Trouvè”.

• decontestualizzando una serie di oggetti della quotidianità assegnando loro una funzione e un significato “altro” in ambito artistico: l’operazione di pura astrazione cerebro-mentale concettuale che avrebbe dato origine al ramo evolutivo culturale “dell’Arte Concettuale”.

• assegnando un valore “altro” ad oggetti popolari, di uso comune nella quotidianità e assegnando loro una funzione e un significato “altro” in ambito artistico: l’operazione evolutiva culturale di introdurre la cultura popolare nei dibattiti artistici e di rivalutare l’estetica dell’oggetto trovato che fungeranno da basi razionali per lo sviluppo “della Pop Art”.

In conclusione, queste hanno segnato in modo definitivo la produzione delle opere sia da parte degli Artisti contemporanei e sia di quelli che sarebbero venuti dopo.

Renzo Barbazza Presidente della APS Pig&Menti



1 Renzo Barbazza in collaborazione con Paola Trapani ha iniziato a costruire l’Atlante a partire dalla fine degli anni 90 del XX Secolo. Al fine di imparare i segreti e i metodi per poter realizzare quelle personali, classificando le opere degli Artisti nella proiezione a cespuglio della linea dello spazio tempo, lo scopo fu quello di indagare visivamente l’evoluzione culturale che, da parte degli Artisti, hanno avuto le modalità di realizzazione delle opere.




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